domenica 21 settembre 2014

«Moni Ovadia, Odisseo e la gara dell'arco (canto XXI)», lunedì sera a Forio, alle 20.30 nel Chiostro Francescano, nell'ambito de Il Contastorie

«Moni Ovadia, Odisseo e la gara dell'arco (canto XXI)», è il titolo dell'accattivante appuntamento in programma per lunedì sera a Forio, alle 20.30 nel Chiostro Francescano, nell'ambito de Il Contastorie: è una serata di grande suggestione anche perché dedicata alla memoria dell'attore e regista Gennnaro Zivelli, molto noto per il suo impegno a Forio e nell'isola d'Ischia. «Ovadia corre sulle onde dell'Odissea – si legge nell'introduzione alla soirée - arrivando all'Itaca di quello straordinario poeta che è Kostantinos Kavafis.
Lo spettacolo proietta lo spettatore in una dimensione in cui la narrazione ritorna all'antico e primo modo in cui il poema omerico veniva offerto, gli spettatori devono ascoltare, non leggere e l'unione di una grande testo con un grande interprete permette di assistere ad uno spettacolo di rara attualità. Il racconto (canto XXI) propone il momento in cui Penelope ha deciso di porre fine all'attesa: sarà sposa di chi, tra i proci, saprà tendere l'arco di Odisseo. I pretendenti si preparano alla sfida; tra loro, sotto i dimessi stracci del mendìco, si cela Odisseo. Quando l'arco sarà nelle sue mani, Odisseo non esiterà a scoccare il dardo che trafiggerà la gola del più arrogante dei pretendenti. Le porte della reggia si serrano come le reti di una tonnara. La mattanza ha inizio».
Moni Ovadia. Nasce a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia di ebrei sefarditi. Dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche, ha dato avvio alla sua carriera d'artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nel 1984 comincia il suo percorso di avvicinamento al teatro, prima in collaborazione con artisti della scena internazionale, come BolekPolivka, Tadeusz Kantor, Franco Parenti, e poi via via proponendo se stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un "teatro musicale" assolutamente peculiare, in cui le precedenti esperienze si innestano alla sua vena di straordinario intrattenitore, oratore e umorista. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vasta produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il "vagabondaggio culturale e reale" proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante, quell'immersione continua in lingue e suoni diversi ereditati da una cultura che le dittature e le ideologie totalitarie del Novecento avrebbero voluto cancellare, e di cui si fa memoria per il futuro.
http://www.ischianews.com/it/intrattenimento/teatro/2827-moni-ovadia-lunedi-sera-a-forio.html

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