domenica 17 gennaio 2016

La Notte Nazionale Del Liceo Classico

"Essere stati è una condizione per essere"   (Braudel)
Stanotte in più di cento licei classici italiani si tiene la notte bianca. Le scuole rimarranno aperte per celebrare i classici greci e latini.
Mai come oggi la cultura classica ed umanistica è la condizione per comprendere la contemporaneità.



foto di Olga Nassis.


La federazione delle comunità e confraternite d'Italia ha partecipato all'eccezionale evento "La Notte Nazionale Del Liceo Classico" e ha invitato tutte le comunità ad intervenire nei licei dei loro territori insieme ad altre personalità della Diaspora Greca.

Olga Nassis, Presidente 15/12/2016


La Notte dei Licei in Sicilia






Prof. H. Tsolakis


Si è svolta il 15 gennaio la seconda edizione de “La notte dei Licei”.  Quest’anno hanno aderito all'iniziativa 237 scuole e la nostra Comunità così come altre comunità greche in diversi capoluoghi italiani, ha aderito alla manifestazione e ha fornito il patrocinio morale agli eventi culturali programmati al Liceo Classico G. Meli e al Liceo Classico G. Garibaldi. La Comunità è stata rappresentata dal Prof. H. Tsolakis, vicepresidente della Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche in Italia, che è intervenuto nelle due manifestazioni ricordando l’importanza del ruolo svolto storicamente dalle Comunità elleniche nel mantenimento e la diffusione della lingua greca, non solo tra i greci della diaspora ma anche nella società in cui esse operano.

Liceo Classico G. Meli







Liceo Classico G. Garibaldi




 La Notte dei Licei a Salerno

 A Salerno, invece, è intervenuto al Liceo Classico T. Tasso, su invito della Preside prof.ssa Carmela Santarcangelo, il Segretario della nostra Federazione Andreas Andreou che prima ancora del suo intervento ha offerto in omaggio al liceo Tasso una bandiera greca da conservare in dotazione dell' istituto, affinché la preside possa imprestarla a quei giovani che vorranno manifestare a favore della Grecia. 

l consenso è stato immediato così come l'adesione entusiastica della preside che ha immediatamente introdotto ad un clima di accoglienza e solidarietà. L'intervento ha poi ribadito la seguente riflessione: 
Il  fenomeno dell' emarginazione degli studi umanistici e classici, accompagnata dall'inquietante calo delle iscrizioni ai licei classici, più che raddoppiato negli ultimi anni, ci impone qualche riflessione sulle sue  cause più profonde. Se ci limitassimo  ad una lettura superficiale della realtà ricercando unicamente i motivi più scontati di tale risultato quali: il disinteresse delle famiglie, la distrazione di massa di ragazzi pigri  attratti molto di più dalle tecnologie virtuali, il purtroppo diffuso convincimento dell'inutilità delle "lingue morte" o addirittura l'inadeguatezza didattica di un insegnamento considerato ostico, rimarremmo lontani dalla complessità del problema intrappolandoci in un  riduzionismo sociologico,  direi antropologico, senza comprendere che il fenomeno è di più ampia portata socio-culturale e politica. Non saremmo degni della tradizione classica e della Polis se non provassimo ad immaginare quale vile e subdolo obiettivo abbia,  invece, la deliberata emarginazione dell'insegnamento del greco,  del latino e della cultura classica che secondo il mio parere mira alla soppressione del "pensiero critico". L'imperante modello neoliberista degli ultimi decenni procede sempre più nell'esaltazione di un "cretinismo economico", per dirla con Gramsci (grande studioso dei classici),  richiedendo una omologazione acritica da parte delle persone, che si riducono a numeri e a statistiche di debitori e creditori. Gli studi classici non sono certamente funzionali ai nefasti disegni che la governance globale persegue,  limitando diritti sociali, culturali, politici e democratici. Non è un caso che la neoliberista Troika abbia preso di mira con tanto accanimento la Grecia, indifferente ad ogni sua eredità e simbolo culturale.  Anche “La Buona Scuola” del governo Renzi, avversata da centinaia di migliaia di insegnanti, è un'altra ennesima declinazione dei dettami neoliberisti, e il presunto efficientismo di questa controriforma che investe sull' "alternanza scuola-lavoro", risponde piuttosto  ad interessi imprenditoriali privati anziché al vero investimento sul capitale umano e alla  formazione di personalità integre libere e democratiche.






Jannis Korinthios al Liceo SANNAZARO di Napoli

NOTTE DEI LICEI CLASSICI, Liceo SANNAZARO di Napoli
I greci per la promozione di una diversa idea di Europa, attenta all'uguaglianza e alla coesione sociale, oltre che all'economia, alla moneta e al mercato unico


La Grecia è Europa. L' identità europea è parte  della storia greca.
Europa meno Grecia uguale a zero.
La Grecia rappresenta indubbiamente un capitale culturale che sta alla base della civiltà occidentale. 
A fronte del debito finanziario che Atene ha nei confronti delle banche, esiste il debito incalcolabile di civiltà che l'Europa ha nei confronti della Grecia. 

È stata la Grecia la vera culla del pensiero occidentale, il crocevia di esperienze che ha generato per prima lo spirito dell’amore per la conoscenza, in ogni ambito del sapere. Tutte e tutti sappiamo perfettamente quanto la cultura e il pensiero greco abbiano contribuito a quell’originaria, vera spinta verso l’unità e la fratellanza degli esseri umani in questa parte del mondo. Tutti sappiamo che essa è la nostra radice, ben prima – e ben più – di ogni mito o ideologia che di volta in volta si è voluta fondativa per l’Europa.

La Grecia ha due priorità da affrontare subito: la crisi umanitaria interna e l’accoglienza dei migranti dal medio Oriente.

In Europa è governata dal partito dell’austerità,  per cui gli Stati devono risparmiare (come farebbe una famiglia) per ripagare i propri debiti. Prevale quindi anche l’idea tipicamente neoclassica che dalla crisi si possa uscire grazie all’azione individuale nel libero mercato. 
Ogni volta che qualcuno taglia la sua spesa, sia come individuo, sia come Consiglio Comunale o come Ministero, il mattino successivo sicuramente qualcuno troverà il suo reddito decurtato; e questa non è la fine della storia. Chi si sveglia scoprendo che il suo reddito è stato decurtato o di essere stato licenziato in conseguenza di quel particolare risparmio, è costretto a sua volta a tagliare la sua spesa, che lo voglia o meno. Ciò significa che  anche qualcun’ altro rimarrà senza lavoro. Questo è il guaio. Una volta che la caduta è iniziata, è difficilissimo fermarla.
Non è questa l’Europa che abbiamo sognato. Molti tacciono e nascondono questi effetti della cosiddetta austerità. E ‘una vergogna chiudere gli occhi di fronte a questo dramma.
Non abbiamo bisogno di austerità, ma di sobrietà e di solidarietà.
La crisi greca non è solo una crisi finanziaria, è anche una crisi umanitaria, risultato dei tagli sulla spesa pubblica degli ultimi cinque anni, con effetti devastanti per l’assistenza sanitaria.
I greci non possono tollerare ulteriori sacrifici.
Amici non sono stati mai concessi aiuti ai greci. I cosiddetti miliardi di aiuti sono serviti solo a sostenere il sistema bancario, a salvare le banche. I greci patiscono la fame e il freddo! E meno male che quest’anno l’inverno è abbastanza mite! 
In Grecia ci sono 1 milione e mezzo di disoccupati, due milioni e mezzo di poveri. E mezzo milione di giovani hanno già emigrato in cerca di un futuro.
I giovani non hanno lavoro e non avranno un lavoro dignitoso nei prossimi anni. Gli anziani sono un peso per le finanze dello Stato e quelli che sopravvivono sopravvivono con l’aiuto dei figli.
Sono almeno cinque anni che i greci vivono in una condizione umiliante. Un paese in difficoltà si aiuta non si strozza! 
Non ho mai visto il mio paese in una situazione così critica. 
E’ la prima volta che il popolo greco viene così umiliato, deriso, escluso, respinto da nuovi barbari, dai manager delle banche.
Mi conforta però la nuova solidarietà dei popoli europei e il nuovo movimento filellenico che si sta facendo largo in molte città europee. Molti europei si sentono più o meno greci, capiscono che i greci vengono attaccati da orde di tecnocrati arroganti che giocano duro e mettono a rischio le fondamenta della civiltà europea.
I Greci stanno male, ma non si tirano indietro quando si tratta di aiutare i migranti. A Lesbo, dove ogni settimana approdano migliaia e migliaia di migranti, sia gli abitanti che le persone provenienti dagli altri luoghi della Grecia e del mondo si affannano per accogliere, fornire cibo, assistenza e un rifugio sicuro ai profughi e ai loro bambini. 
E di notte c'è persino chi sta sveglio per rimanere in spiaggia con le lampade e segnalare le rocce che potrebbero far rovesciare i gommoni in arrivo.
Vi invito a firmare in internet la petizione per chiedere che sia riconosciuto il premio Nobel ai cittadini e ai volontari che nell'isola greca di Lesbo aiutano i profughi in arrivo via mare dalla Turchia. Anche l'ambasciata greca in Italia invita a firmare, utilizzando una foto che basta da sola a raccontare una storia intera: tre vecchine danno il biberon al figlio di una donna, molto probabilmente siriana, mentre stanno sedute sulla panchina.

Una volta affrontate queste due grandi emergenze la Grecia intende risedersi al tavolo per rinegoziare il debito, chiedendo delle facilitazioni tecniche per far ripartire il paese.
La Grecia per la prima volta  e in piena solitudine si era presentata a negoziare in piedi, chiedendo rispetto, solidarietà e pari dignità.
La "ristrutturazione del debito" vuol dire allungare i tempi, dare ai greci  un po’ di respiro. Il governo greco non vuole negoziare sotto la morsa della paura. Il governo greco non ha paura di negoziare. I greci non vogliono la cancellazione del debito, chiedono semplicemente tempo fino alla risalita del Pil per essere in grado di restituirlo.
La Grecia non chiede altri 'aiuti'. Chiede solo un po' di respiro per saldare il debito.

La Grecia non intende più soffrire. Finalmente ha raddrizzato la schiena e ha girato pagina da un anno a questa parte.
I Greci sono di nuovo in piedi.
E' cambiata veramente la Grecia in questi anni della crisi, cambiamo ora l’Europa.
La Grecia è la nuova speranza per i grandi e necessari cambiamenti che dovranno dare un nuovo volto all’Europa dei popoli.
Solidarietà e pari dignità, scrivono i trattati europei. Mica scrivono austerità e memorandum. Un principio fondamentale dell’Europa Unita è il rispetto della volontà democratica dei suoi popoli. Noi greci non vogliamo più negoziare la nostra sovranità nazionale. Mai più un’Europa che umilia un popolo.

L’Europa non è delle banche ma dei popoli europei.
Sì all’Europa dei popoli, no all’Europa dei conti in regola. Bisogna salvare la gente che soffre.
La Grecia ce la farà, siatene certi. Ai greci, come diceva il premio nobel Elytis, basterebbe un ulivo, una vite e una nave per poterla ricostruire da capo.
Bisogna salvare prima di tutto l’Europa che vogliamo e sogniamo. Certamente non vogliamo questa unione monetaria incompleta e asimmetrica che ha perso la ragione, imponendo un unico, fallimentare modello economico basato sull’annientamento della dignità umana. Vogliamo un’Europa solidale tra i popoli dell’Europa e del Mediterraneo, in grado di costruire un futuro più roseo per i giovani, un mondo nuovo, più giusto e libero.


La crisi non è solo una crisi greca. Mai lo è stata. La crisi è europea e la soluzione dovrà essere europea.
Anche oggi c’è un movimento filellenico abbastanza forte. E’ un movimento mondiale  di solidarietà  che ha come moto la frase  SIAMO TUTTI GRECI di Shelley. Tuttavia oggi il nuovo filellenismo non è solo comprensione e compassione per il popolo greco stretto in questa crisi. Esiste anche un filellenismo che scopre e onora la Grecia che resiste, crea e produce.
Anche oggi che altri popoli in Europa vivono ugualmente momenti difficili, tra cui certamente anche l'Italia, la Grecia ha il dovere di indicare nuovamente la strada della democrazia, della solidarietà e della bellezza, che non è certamente la strada dove ci vogliono spingere le banche e la finanza mondiale.
Sοno convintο che le principali rotte di solidarietà e condivisione sono sinergicamente la cultura, l’economia e il sociale. Queste sinergie sono l’unica strada praticabile per il superamento della crisi, che non è solo finanziaria.
Il popolo greco vuole ora una nuova Europa, l’Europa dei popoli che lavorano e prosperano, un’Europa più solare, più gioiosa, più solidale.





La Notte dei Licei a Messina

A Messina il Prof. Daniele Macris, ordinario di Latino e Greco e segretario della Comunità Ellenica dello Stretto, ha tenuto una conferenza sul tema "Perennità dei classici ed umanesimo scientifico". La comunicazione si è tenuta nel suggestivo scenario della Chiesa dei Catalani.


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